I frati cappuccini

Da quasi 500 anni, i frati Cappuccini sono presenti, in Italia e nel mondo, come “frati del popolo”. Sulle orme di Francesco d’Assisi, diffondono il messaggio cristiano di “pace e bene” attraverso uno stile di vita fraterno, semplice, accogliente e aperto.

Fanno parte delle loro attività quotidiane la preghiera condivisa con i fedeli, la predicazione, le confessioni, la collaborazione pastorale all’interno della Chiesa locale, l’ascolto e accompagnamento spirituale di singoli o gruppi (tra i quali l’Ordine Francescano Secolare e i giovani francescani), la cura spirituale degli ammalati e dei carcerati, l’aiuto e il sostegno alle missioni all’estero, l’animazione di adolescenti e giovani, le iniziative caritative a favore di tossicodipendenti e disagiati, la distribuzione di viveri, indumenti e pasti caldi ai bisognosi.

Attivi anche in ambito culturale, i Cappuccini pubblicano alcuni periodici e hanno dato vita in alcuni conventi a biblioteche e spazi museali. A Venezia, gestiscono lo Studio teologico Laurentianum, da oltre cinquant’anni anni affiliato alla facoltà di Teologia della Pontificia università Antonianum di Roma.

Chi siamo. Un po’ di storia

I frati francescani Cappuccini (OFM Cap) nacquero come una riforma interna all’Ordine dei Frati Minori, mossi dal desiderio di una preghiera più contemplativa e di una vita di povertà maggiormente rigorosa.
Nel 1525 il frate minore Matteo da Bascio lasciava il suo convento di Montefalcone (diocesi di Fermo) per recarsi a Roma dal Papa: voleva ottenere il permesso di vivere la Regola di san Francesco secondo il più stretto ideale. Fra Matteo fu seguito pochi mesi dopo dai fratelli Ludovico e Raffaele Tenaglia di Fossombrone. I fuggiaschi trovarono accoglienza nel territorio di Camerino, e, grazie all’interessamento della duchessa Caterina Cybo, nipote di papa Clemente VII, ottennero la bolla di approvazione “Religionis Zelus” (1528). È l’inizio ufficiale della riforma cappuccina. Già nel 1535 i Cappuccini si erano diffusi anche nel Veneto e in Lombardia e avevano raggiunto il numero di 500.

L’assetto definitivo fu dato nel Capitolo generale del 1535-1536, tenuto nel convento di Sant’Eufemia a Roma. Le nuove Costituzioni facevano riferimento alle intenzioni di san Francesco d’Assisi, espresse non solo nella sua Regola, ma anche negli esempi della sua vita, nei suoi scritti e soprattutto nel Testamento, ultima espressione della sua volontà e del suo ideale evangelico.
I frati Cappuccini si fecero riconoscere presto anche come ferventi predicatori del Vangelo e servitori compassionevoli dei malati e dei sofferenti dei loro tempi (rimane memorabile la descrizione che ne fa Alessandro Manzoni nei “Promessi Sposi”). Nel giro di poco tempo, ai pionieri della “riforma” francescano-cappuccina si unirono numerosi seguaci attratti dalla loro preghiera, predicazione, austerità, condivisione e servizio dei poveri. La comunità crebbe rapidamente e si diffuse in tutta Europa.

La principale forma di apostolato dei Cappuccini era l’annuncio della Parola di Dio, la predicazione: semplice, popolare, evangelica, aderente ai bisogni del popolo e lontana dagli artifici letterari in uso nel passato. Attraverso la predicazione, diffusero pratiche devozionali e importanti opere sociali fondando associazioni, confraternite e sodalizi con finalità benefiche e assistenziali. Pagine memorabili furono scritte anche nelle missioni: in Africa, in Asia e nelle Americhe. Alla fervida attività si associava l’impegno di testimonianza evangelica, dando frutti di santità anche ufficialmente riconosciuta. Tutto ciò ha sempre suscitato la stima dei fedeli e particolarmente del popolo umile, che li ebbe vicini come amici e consiglieri spirituali, al punto che divennero per antonomasia i “frati del popolo”.
Oggi i Cappuccini ci sono circa 10.000 frati Cappuccini in tutto il mondo.

Nelle terre venete

Nel Veneto i frati Cappuccini arrivarono con padre Paolo da Chioggia (+1531). Il loro primo Capitolo provinciale si tenne a Schio nel 1537, sotto una “nogara” (noce): erano 12 frati, come gli apostoli. A Schio si costruì uno dei primi conventi usando “vimini e creta”.

Nel 1539, i Cappuccini arrivarono a Venezia (isola della Giudecca) presso la chiesetta di Santa Maria degli Angeli, dove poi sorgerà la grande chiesa del SS. Redentore. Nel 1575, a Verona, il futuro san Lorenzo da Brindisi vestì l’abito dei Cappuccini. Sul finire del 1500, i Cappuccini veneti oltrepassarono le Alpi e diffusero l’Ordine in Francia, in Baviera, Austria, Dalmazia, Boemia e Ungheria…

Agli inizi del XX secolo, come molti emigranti veneti, andarono missionari pure in Brasile (stati di Paranà e Santa Catarina) e, nel 1948, partirono i primi missionari per l’Angola.

I nostri fratelli migliori sono i santi Lorenzo da Brindisi (+1619) e Leopoldo Mandić (+1942) e i beati Marco d’Aviano (+1699), Andrea Giacinto Longhin vescovo (+1936) e Tommaso da Olera (+1631).

A Padova

Anche oggi i Cappuccini di Padova si dedicano al ministero sacerdotale, tramite l’evangelizzazione, il consiglio spirituale e soprattutto l’amministrazione del sacramento della Riconciliazione. Alcuni operano a diretto servizio del santuario di san Leopoldo, per la promozione della devozione al santo e delle opere e iniziative del suo santuario (accoglienza dei pellegrini, rivista Portavoce di san Leopoldo Mandić, Edizioni San Leopoldo).

Altri frati del convento si dedicano a servizi pastorali o caritativi: assistenza dell’Ordine Francescano Secolare (Ofs) e della Gioventù Francescana (Gifra) Centro missionario e Museo missionario africano, attività caritative (Mensa dei poveri, aiuto a bisognosi) e animazione del volontariato (Associazione Amici di San Francesco), servizio pastorale presso istituti religiosi femminili, cappellania al Cimitero Maggiore di Padova.