GRAZIE FRANCESCO, PAPA DELLA MISERICORDIA!
«La misericordia di Dio è la nostra liberazione e la nostra felicità. Noi viviamo di misericordia e non ci possiamo permettere di stare senza misericordia: è l’aria da respirare. Siamo troppo poveri per porre le condizioni, abbiamo bisogno di perdonare, perché abbiamo bisogno di essere perdonati» (Udienza gen., 18 marzo 2020). Se vi è un messaggio che ha segnato in modo indelebile il pontificato di Papa Francesco (2013-2025), e che continuerà a risuonare nel tempo, è senz’altro quello della misericordia.
Papa Francesco volle a Roma il corpo di san Leopoldo
L’11 giugno 2015, mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione e responsabile dell’organizzazione del Giubileo straordinario 2015-2016, informava ufficialmente il vescovo di Padova di un «vivo desiderio» di papa Francesco: «Le spoglie di san Leopoldo Mandić siano esposte nella Basilica di San Pietro il Mercoledì delle Ceneri del prossimo Anno Santo straordinario (10 febbraio 2016), giorno in cui egli invierà in tutto il mondo i Missionari della Misericordia, conferendo loro uno speciale mandato di predicare e confessare […] La presenza delle spoglie di san Leopoldo Mandić sarà un segno prezioso per tutti i Missionari e i Sacerdoti, i quali troveranno forza e sostegno per la propria missione nel suo esempio mirabile di confessore infaticabile, accogliente e paziente, autentico testimone della Misericordia del Padre».
Al loro arrivo a Roma il 3 febbraio 2016, le urne con i corpi di san Leopoldo e san Pio da Pietrelcina furono collocate nella chiesa di San Lorenzo fuori le Mura (al Verano). Nella serata del 4 febbraio furono trasportate al centro di Roma, a San Salvatore in Lauro. Nel pomeriggio del 5 febbraio una lunghissima processione con i due corpi si snodò per le vie di Roma, raggiungendo la basilica di San Pietro, dove rimasero esposte alla venerazione dei fedeli fino al mattino dell’11 febbraio. In soli cinque giorni, mezzo milione di persone passarono davanti all’urna con le spoglie del santo.
Papa Francesco indicava san Leopoldo come esempio del confessore
«Come dispensatori del perdono di Dio, è importante essere “uomini di misericordia”, uomini solari, generosi, pronti a comprendere e a consolare, nelle parole e negli atteggiamenti. Anche qui Pietro ci è di esempio, con i suoi discorsi intrisi di perdono (cf. At 3,12-20).
Il confessore – vaso di argilla, come abbiamo detto – ha un’unica medicina da versare sulle piaghe dei fratelli: la misericordia di Dio. Quei tre aspetti di Dio: vicinanza, misericordia e compassione. Il confessore deve essere vicino, misericordioso e compassionevole. Quando un confessore comincia a chiedere… No, stai facendo lo psichiatra, fermati, per favore.
Questo lo insegnava san Leopoldo Mandić, che amava ripetere: “Perché dovremmo noi umiliare maggiormente le anime che vengono a prostrarsi ai nostri piedi? Non sono già abbastanza umiliate? Ha forse Gesù umiliato il pubblicano, l’adultera, la Maddalena?”; e aggiungeva: “E se il Signore mi rimproverasse di troppa larghezza potrei dirgli: Paron benedeto, questo cattivo esempio me l’avete dato voi, morendo sulla croce per le anime, mosso dalla vostra divina carità”. Ci dia il Signore la grazia di poter ripetere le stesse parole!»
(Discorso alla comunità del collegio dei penitenzieri vaticani, 24 ottobre 2024)







