
SANTA MESSA
I testi liturgici pongono in evidenza il doppio impegno di san Leopoldo nella propria vita. Quello del ministero sacerdotale, specialmente nel lungo e fruttuoso servizio di confessore, e l’impegno a offrire la propria vita per l’unità dei cristiani.
Antifona d’ingresso (cf. Is 61,1)
Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati (T.P. Alleluia).
Colletta
Preghiamo
O Dio, che sei la perfetta unità e il sommo amore, tu hai reso san Leopoldo sacerdote pieno di bontà e di misericordia verso i peccatori e ardente nel promuovere l’unità fra i cristiani; concedi a noi, per sua intercessione, di rinnovarci nello spirito e nel cuore per estendere ad ogni fratello il tuo amore e cooperare fiduciosi all’unione di tutti i credenti nel vincolo della pace.
Per il nostro Signore…
Prima lettura
Dalla Prima lettera di san Giovanni apostolo (1Gv 4,7-16)
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui. – Parola di Dio
Salmo responsoriale (Sal 31,2-5.8-9.20)
Rit. In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso.
In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso;
difendimi per la tua giustizia.
Tendi a me il tuo orecchio, vieni presto a liberarmi.
Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Rit.
Tu sei mia rupe e mia fortezza,
per il tuo nome guidami e conducimi.
Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa.
Rit.
Esulterò e gioirò per la tua grazia,
perché hai guardato alla mia miseria,
hai conosciuto le angosce della mia vita;
non mi hai consegnato nelle mani del nemico,
hai posto i miei piedi in un luogo spazioso.
Rit.
Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono,
la dispensi, davanti ai figli dell’uomo,
a chi in te si rifugia.
Rit.
Seconda lettura (se si celebra come solennità)
Dalla Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinti (2Cor 5,14-20)
Fratelli, l’amore del Cristo ci possiede; e noi sappiamo bene che uno è morto per tutti, dunque tutti son o morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro. Cosicché non guardiamo più nessuno alla maniera umana; se anche abbiamo conosciuto Cristo alla maniera umana, ora non lo conosciamo più così. Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. – Parola di Dio
Canto al vangelo (cf. Gv 10,27)
Alleluia, alleluia. Le mie pecore ascoltano la mia voce – dice il Signore – ; io le conosco ed esse mi seguono. Alleluia.
Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,11-16)
In quel tempo, Gesù disse: Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. – Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
Celebrante – Fratelli e sorelle carissimi, invochiamo la misericordia di Dio con la fiducia che non sarà mai deluso chi in lui si rifugia.
Lettore – Preghiamo insieme e diciamo:
Dio, ricco di misericordia, ascoltaci.
- Dio della tenerezza, guida con amore la tua Chiesa perché si riunisca in un solo gregge attorno all’unico pastore Gesù Cristo, preghiamo.
- Dio della semplicità, ispira i cuori degli uomini a vivere sempre nell’umiltà, nella povertà e nella trasparenza, preghiamo.
- Dio della vita, aiutaci, sull’esempio di san Leopoldo, ad offrire la nostra esistenza per la salvezza degli uomini e l’unità dei cristiani, preghiamo.
- Dio del perdono, suscita nella Chiesa ministri della Riconciliazione capaci di manifestare il tuo volto di misericordia, preghiamo.
- Dio della fratellanza, infondi in questa nostra comunità il desiderio di operare instancabilmente per il bene di ogni fratello che ci vive accanto, preghiamo.
Celebrante
– Padre santo, ascolta la nostra preghiera e, con la forza dello Spirito, ravviva nei tuoi figli l’aspirazione all’unità, alla giustizia e alla pace.
Per Cristo nostro Signore.
Sulle offerte
Accogli, Signore, la nostra offerta, e donaci un’esperienza viva del tuo amore, perché, sull’esempio di san Leopoldo, serviamo al tuo altare con cuore puro e generoso, per celebrare degnamente la tua lode e ottenere i benefici della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dei santi pastori
Antifona alla comunione (cf. 1Cor 10,17)
Vi è un solo pane e noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.
Dopo la comunione
Preghiamo
O Dio nostro Padre, che ci hai nutriti con il pane della vita, fa’ che, seguendo l’esempio di san Leopoldo, ti onoriamo con fedele servizio e ci prodighiamo con carità instancabile per il bene dei fratelli. Per Cristo nostro Signore.
(con approvazione della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, 22 aprile 1976)
LITURGIA DELLE ORE
(dal comune dei Pastori con salmodia del giorno dal salterio)
Ufficio delle letture
Seconda lettura – Dal “Discorso per la beatificazione del B. Leopoldo” di papa Paolo VI (AAS 68 [1976] 319-322)
Chi è, chi è Colui, che oggi qua ci raccoglie per celebrare nel suo nome beato una irradiazione del vangelo di Cristo, un fenomeno inesprimibile, eppure chiaro ed evidente, quello d’una trasparenza incantevole, che ci lascia intravedere nel profilo d’un umile fraticello una figura esaltante e insieme quasi sconcertante: guarda, guarda, è san Francesco! Lo vedi? Guarda come è povero, guarda com’è semplice, guarda com’è umano! È proprio lui, san Francesco, così umile, così sereno, così assorto da apparire quasi estatico in una sua propria interiore visione dell’invisibile presenza di Dio, eppure a noi, per noi così presente, così accessibile, così disponibile, che pare quasi ci conosca, e ci aspetti, e sappia le nostre cose e possa leggere dentro di noi…
Guarda bene: è un povero, piccolo Cappuccino, sembra sofferente e vacillante, ma così stranamente sicuro che ci si sente da lui attratti, incantati. Guarda bene, con la lente francescana. Lo vedi? Tu tremi? Chi hai visto? Sì, diciamolo: è una debole, popolare, ma autentica immagine di Gesù; sì, di quel Gesù, che parla simultaneamente al Dio ineffabile, al Padre, Signore del cielo e della terra; e parla a noi minuscoli uditori, racchiusi nelle proporzioni della verità, cioè della nostra piccola e sofferente umanità…
E che dice Gesù in questo suo oracolo poverello? Oh! grandi misteri, quelli dell’infinita trascendenza divina, che ci lascia incantati, e che subito assume un linguaggio commovente e trascinante: riecheggia il Vangelo: «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e lo vi ristorerò» (Matteo 11,28).
Ma dunque chi è? È padre Leopoldo. Era nato il 12 maggio 1866, e morì a Padova, dove fattosi Cappuccino, visse la maggior parte della sua vita terrena, conclusa a 76 anni, il 30 luglio 1942, poco più di trent’anni fa.
Una nota particolare non possiamo tuttavia trascurare; egli era oriundo della sponda levantina dell’Adriatico, di Castelnuovo, alle bocche di Cattaro, e conservò sempre per la sua terra un amore fedele, anche se poi, vissuto a Padova, non fu meno affezionato alla nuova patria ospitale e soprattutto alla popolazione presso la quale esercitò il suo silenzioso e indefesso ministero.
La figura perciò del beato Leopoldo riassume in sé questa bivalenza etnica, quasi a fonderla in un emblema di amicizia e di fratellanza, che ogni suo devoto cultore dovrà fare propria. È questo particolare dato biografico del beato Leopoldo un primo compimento d’un pensiero, d’un proposito dominante della sua vita. Come tutti sappiamo, padre Leopoldo fu “ecumenico” ante litteram, cioè sognò, presagì, promosse, pur senza operare, la ricomposizione nella perfetta unità della Chiesa, anche se essa è gelosamente rispettosa delle particolarità molteplici della sua composizione etnica.
Ma la nota peculiare della eroicità e della virtù carismatica del beato Leopoldo fu un’altra; chi non lo sa? Fu il suo ministero nell’ascoltare le confessioni. Il suo metodo di vita era questo: celebrato di buon mattino il sacrificio della messa, egli sedeva nella celletta-confessionale, e lì restava tutto il giorno a disposizione dei penitenti. Tale tenore di vita egli conservò per circa quarant’anni, senza il minimo lamento. Ed è questo, noi crediamo, il titolo primario che ha meritato a questo umile Cappuccino la beatificazione, che ora noi stiamo celebrando. Egli si è santificato principalmente nell’esercizio del sacramento della Penitenza.
Noi non abbiamo che da ammirare e da ringraziare il Signore che offre oggi alla Chiesa una così singolare figura di ministro della grazia sacramentale della Penitenza; che richiama da un lato i sacerdoti a ministero di così capitale importanza, di così attuale pedagogia, di così incomparabile spiritualità; e che ricorda ai fedeli, fervorosi o tiepidi e indifferenti che siano, quale provvidenziale e ineffabile servizio sia ancor oggi, anzi oggi più che mai, per loro la confessione individuale e auricolare, fonte di grazia e di pace, scuola di vita cristiana, conforto incomparabile nel pellegrinaggio terreno verso l’eterna felicità.
Che il beato Leopoldo sappia chiamare a questo severo, sì, tribunale di penitenza, ma non meno amabile rifugio di conforto, di verità interiore, di risurrezione alla grazia e di allenamento alla terapia della autenticità cristiana, molte, molte anime intorpidite dalla fallace profanità del costume moderno, per fare loro sperimentare le segrete e rinascenti consolazioni del vangelo, del colloquio col Padre, dell’incontro con Cristo, dell’ebbrezza dello Spirito Santo, e per ringiovanire in esse l’ansia del bene altrui, della giustizia e della dignità del costume.
Responsorio (cf. Ef 2,5.4.7)
- Morti eravamo per i peccati. Dio ci ha fatti rivivere con Cristo: * grande è l’amore con il quale ci ha amati. Alleluia.
- Per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia.
- Grande è l’amore con il quale ci ha amati. Alleluia.
Orazione come alle Lodi mattutine.
Lodi Mattutine
Antifona al Benedictus – Beato l’uomo che fa il bene per amore di Dio: egli è sicuro per sempre.
Orazione – O Dio, che sei la perfetta unità e il sommo amore, tu hai reso san Leopoldo sacerdote pieno di bontà e di misericordia verso i peccatori e ardente nel promuovere l’unità fra i cristiani, concedi a noi, per sua intercessione, di rinnovarci nello spirito e nel cuore, per estendere ad ogni fratello il tuo amore e cooperare fiduciosi all’unione di tutti i credenti nel vincolo della pace. Per il nostro Signore…
Vespri
Antifona al Magnificat – Radunerò le pecore disperse, e ascolteranno la mia voce e si farà un solo ovile con un solo pastore.
