Padre Leopoldo fu “ecumenico” ante litteram

«Padre Leopoldo fu “ecumenico” ante litteram , cioè sognò, presagì, promosse, pur senza operare, la ricomposizione nella perfetta unità della Chiesa, anche se essa è gelosamente rispettosa delle particolarità molteplici della sua composizione etnica; unità voluta dalle origini storiche e ancor più dalla sacra e misteriosa volontà di Cristo fondatore d’una Chiesa, tutta penetrata da essenziali esigenze del supremo voto di Gesù: ut unum sint, siano tutti uno quanti una medesima fede, un medesimo battesimo, un medesimo Signore congiungono in un solo Spirito, vincolo di pace (cf. Ef 4,3ss.; Gv 17,11-21)».

(Papa Paolo VI, Omelia per la beatificazione di Padre Leopoldo)

«Padre Leopoldo fu un sacerdote che desiderò ardentemente di dedicarsi alle missioni e fino alla fine attese il giorno della partenza, ma che non partì mai perché la sua salute era fragilissima. Fu un sacerdote che aveva uno spirito ecumenico così grande a offrirsi vittima al Signore, con donazione quotidiana, perché si ricostituisse la piena unità fra la Chiesa Latina e quelle Orientali ancora separate, e si rifacesse “un solo gregge sotto un solo pastore” (cf. Gv 10,16); ma che visse la sua vocazione ecumenica in un modo del tutto nascosto. Piangendo confidava: “Sarò missionario qui, nell’ubbidienza e nell’esercizio del mio ministero”. E ancora: “Ogni anima che chiede il mio ministero sarà frattanto il mio Oriente”».

(Beato papa Giovanni Paolo II, Omelia per la canonizzazione di padre Leopoldo)

 

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