La chiesa cattolica e il movimento ecumenico

 Dal punto di vista storico, il movimento ecumenico ha una origine piuttosto recente, sviluppatosi inizialmente nelle Chiese protestanti, investendo via via il mondo ortodosso e quello cattolico.

Nell’ambito del Protestantesimo, l’inizio del movimento ecumenico viene fatto risalire alla Conferenza missionaria mondiale che si svolse a Edimburgo nel 1910. Essa segnava il culmine di una serie d’incontri che avevano aggregato i protestanti maggiormente preoccupati di annunciare al mondo il Vangelo. L’ottava commissione aveva pertanto come specifico tema di discussione proprio «la cooperazione e la promozione dell’unità». Vanno ricordati anche diversi movimenti di rinnovamento spirituale della seconda metà del XIX secolo (es. il Movimento di Oxford, l’Alleanza Evangelica Mondiale, la Giornata Mondiale di Preghiera delle donne…).

Nelle Chiese ortodosse, il primo documento ufficiale sull’ecumenismo risale agli inizi del Novecento. Nel 1902, il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Joachim III scriveva a tutte le Chiese ortodosse auspicando una maggiore unità. Una seconda lettera, del 1920, invitava le Chiese di tutto il mondo a un’Alleanza di Chiese simile all’Alleanza delle nazioni (il Patriarca non solo utilizzò la parola greca koinonìa, comunione, come obiettivo finale della riunificazione delle chiese, ma sottolineò anche l’importanza fondamentale, per tutti i cristiani, della preghiera e delle invocazioni continue ai fini della ricomposizione dell’unità).

Anche la Chiesa cattolica ha fatto sentire più volte la sua voce per richiamare i cristiani all’unità sia con atti ufficiali, sia incoraggiando iniziative ecumeniche. Ma è a partire dal 1958, con l’elezione di papa Giovanni XXIII, che la Chiesa cattolica ha dato un contributo notevole alla causa dell’unità. Il Concilio Vaticano II, con il decreto Unitatis redintegratio , fissa i criteri ecumenici e apre all’ecumenismo nuovi orizzonti. All’interno del cattolicesimo, dopo una prima fase in cui l’ecumenismo era stato visto come il «ritorno al cattolicesimo» delle altre confessioni cristiane, l’approccio è completamente cambiato a partire dal Vaticano II. È emersa la co­scienza della forte comunione che continua a lega­re le diverse confessioni cristiane, tanto da parlare di chiese «sorelle». Tutte infatti sono a pieno titolo membra di una stessa famiglia, sebbene non in perfetta comunione.

 

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