La divisione tra i cristiani è uno “scandalo”

«Le divisioni esistenti fra i cristiani sono uno scandalo per il mondo e un ostacolo per la proclamazione del Vangelo. Alla vigilia della propria passione e morte, il Signore, attorniato dai discepoli, pregò con fervore che essi fossero uno, così che il mondo possa credere (cf. Gv 17,21). È solo attraverso la comunione fraterna tra i cristiani e attraverso il reciproco amore che il messaggio dell’amore di Dio per ogni uomo e donna diverrà credibile. Chiunque getti uno sguardo realistico al mondo cristiano oggi scoprirà l’urgenza di tale testimonianza» (Benedetto XVI, 30.11.2006).

Oltre alle divergenze fra le varie religioni, anche all’interno della fede cristiana si manifestano significative contrapposizioni, in particolare tra cattolici, ortodossi e protestanti.

Purtroppo la storia cristiana, in questi 2000 anni, è stata segnata – oltre che da tanta santità – anche da drammatiche lacerazioni.

La prima avvenne tra il IV e il V secolo, quando i cristiani orientali che stavano al di fuori dei confini dell’Impero romano non accettarono le decisioni dei Concili di Efeso e di Calcedonia riguardanti il dogma cristologico delle due nature, divina e umana, nell’unica persona di Gesù.

Una più profonda e ampia divisione è avvenuta nel 1054, quando la Chiesa di Costantinopoli e quella di Roma si scomunicarono reciprocamente (la teologia della Chiesa d’Oriente ritiene che lo Spirito Santo deriva soltanto dal Padre, mentre per la Chiesa occidentale discende dal Padre e dal Figlio). Tale separazione ha comportato anche il non riconoscimento del primato del Papa da parte dell’Ortodossia. Da allora si sono avviati due cammini diversi, perdendo l’uno la ricchezza dell’altra: la ricchezza di teologia, di spiritualità e di liturgia che caratterizza la Chiesa d’Oriente; la forza strutturale, l’universalità, il senso missionario della Chiesa cattolica.

Nel Cinquecento si è consumata la doppia separazione de protestanti e degli anglicani. I primi hanno accentuato, seguendo il pensiero di Martin Lutero, il primato della «sola Scrittura» e della «sola Grazia», che ha portato all’affievolimento della dottrina sacramentale e all’indebolimento della struttura gerarchica. I secondi sono sorti dalla ribellione di Enrico VIII che non era riuscito a ottenere dal Papa la legittimazione del proprio divorzio: fu perciò più una reazione politica che una vera e propria divisione ecclesiale.

 

 

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