I frati aumentano. Problemi e sviluppi

Una prima prova l'ha dovuta affrontare Francesco personalmente. Rientrato in Italia dal suo viaggio in Terra Santa, trovò in vari luoghi i frati sistemati in case di pietra. Vedeva questo fatto in contrasto col detto evangelico: "Le volpi hanno tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo". Voleva che le abitazioni fossero piccole e povere e che i frati vivessero lì come forestieri e pellegrini. In una di queste case costruite, Francesco salì sul tetto e cominciò a rovesciare lastre e tegole, finché i cittadini d'intorno lo fermarono dicendo che la casa non apparteneva ai frati ma al Comune.

Questo è solo un esempio di come si crea una distinzione tra l'origine carismatica e lo sviluppo del movimento, tra l'intuizione di Francesco e l'istituzione dell'Ordine.

Sembra una contraddizione, ma forse bisogna dire che l'ideale che Francesco ha vissuto con i suoi primi compagni era troppo esigente per la gran massa dei frati minori, poco formati.

E' questa la ragione per cui un suo bozzetto di Regola, la cosiddetta "Regola non bollata", non fu approvato dal papa? Comunque, un nuovo testo, steso con l'aiuto di giuristi, trovò il papa e l'Ordine d'accordo e, d'ora in poi, sarà questa "Regola bollata" l'espressione ufficiale dell'ideale francescano. La prima frase recita: "La regola e vita dei frati minori è questa, cioè osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità" (Regola Bollata 1,1).

Ma alla fine della sua vita Francesco si sente costretto a raccomandare ai suoi frati di prendere il Vangelo nella sua radicalità evitando commenti che ne indeboliscano il senso: "A tutti i miei frati, chierici e laici, comando fermamente, per obbedienza, che non inseriscano glosse nella Regola dicendo: così si devono intendere (2Testamento 38).

Apparentemente l'atteggiamento era: cosa dobbiamo fare; non cosa possiamo fare, per amare il Signore e gli uomini seguendo la Regola. La domanda pratica riguardava più il minimo richiesto che il massimo possibile. Francesco era chiaramente incline al massimo, la massa dei suoi seguaci meno.

Quattro anni dopo la morte di Francesco si arriva così ad una domanda ufficiale da parte dell'Ordine al papa, di pronunciarsi cioè su alcune questioni pendenti. Ed una di queste questioni era: se i frati, in forza della professione, erano tenuti ad osservare tutti i consigli del Vangelo o soltanto quei precetti che erano espressi nella Regola.

La risposta autorevole del papa fu: "In forza della Regola siete obbligati ad osservare solo quei consigli evangelici che vengono esplicitamente citati in essa" (bolla Quo elongati, cf. Fonti Francescane 2732).

Con questa prima di una serie di dichiarazioni pontificie sulla Regola francescana inizia una storia molto movimentata, ricca ed appassionata che vede i frati minori schierarsi su fronti diversi nell'interpretazione della Regola. Non è questo il luogo per descrivere il cammino che, dopo 300 anni, ha portato all'approvazione di tre varianti dell'unico carisma francescano: i Conventuali, gli Osservanti ed i Cappuccini.
(Theo Jansen)

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