Dall’Italia al mondo

L'approvazione papale segna l'inizio di una nuova fase nella vita di Francesco e i suoi frati. In dieci anni saranno in 5.000, cioè 500 nuovi membri ogni anno. Tra questi c'è Silvestro, il primo sacerdote del movimento che era cominciato come laicale. Si associano anche professori d'università e canonisti, esperti di vita ecclesiale strutturata.

Il movimento si espande in tutta l'Italia, ma anche in nazioni come la Spagna, la Germania, l'Inghilterra, l'Ungheria e la Terra Santa.

Secondo le indicazioni del concilio Lateranense IV, che si celebrava in quegli anni, Francesco accetta che s'introducano elementi finora sconosciuti ma indispensabili per lo sviluppo equilibrato della sua fraternità, come lo studio, la predica dottrinale e il noviziato.

Ogni anno i frati si radunavano presso Santa Maria degli Angeli (presso Assisi), dove convenivano tutti per un capitolo che poteva chiamarsi veramente "generale".

Ma con la rapida crescita ed espansione del movimento si arrivava a poter celebrare capitoli dove solo un numero limitato di rappresentanti dei frati partecipava e che veniva celebrato non più annualmente, ma ogni tre anni.

Il contatto diretto con la persona carismatica del Fondatore veniva pian piano a mancare a molti di questi frati minori, anche perché Francesco si assentò per un lungo viaggio in Egitto e Terra Santa e si ammalò gravemente negli ultimi anni della sua vita.

Tutte queste circostanze segnarono cambiamenti che portarono il movimento francescano a momenti critici.

 

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