Cappuccini nelle terre venete

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Nel Veneto i frati Cappuccini arrivarono con padre Paolo da Chioggia (+ 1531). Il loro primo Capitolo provinciale si tenne a Schio nel 1537, sotto una "nogara" (noce): 12 frati, come gli apostoli. A Schio si costruì uno dei primi conventi usando "vimini e creta".

Nel 1539, i Cappuccini arrivano a Venezia (Giudecca) presso la chiesetta di Santa Maria degli Angeli, dove si trova tuttora l’attuale Studio teologico “Laurentianum”.

Nel 1575, a Verona, il futuro san Lorenzo da Brindisi vestì l’abito dei Cappuccini. Sul finire del 1500, i Cappuccini veneti oltrepassarono le Alpi e diffusero l’Ordine in Francia, in Baviera, Austria, Dalmazia, Boemia e Ungheria...

Agli inizi del XX secolo, come molti emigranti veneti, andarono pure in Brasile (stati di Paranà e Santa Catarina) e, nel 1948, partirono i primi missionari per l’Angola.

I nostri fratelli migliori sono i santi Lorenzo da Brindisi (+ 1619) e Leopoldo Mandic (+ 1942) e i beati Marco d'Aviano (+1699), Andrea Giacinto Longhin vescovo (+ 1936) e Tommaso da Olera (+ 1631).

 

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Sante messe sospese

Emergenza Coronavirus: disposizioni della Diocesi di Padova dalle ore 24 di domenica 23 febbraio alle ore 24 di domenica 1° marzo 2020 A seguito delle disposizioni ministeriali e regionali a fronte dell’emergenza Coronavirus (COVID 2019), in particolare rispetto alla necessità di evitare assembramenti di persone, la Diocesi di Padova, in costante collegamento con le autorità pubbliche (Prefetto e Sindaci) e in sintonia con le altre diocesi del Veneto, dalle ore 24 di oggi, domenica 23 febbraio, alle 24 di domenica 8 marzo dispone quanto segue, per tutto il territorio diocesano: (…) Sono sospese le celebrazioni pubbliche di sante messe feriali e festive, incluse quelle del Mercoledì delle Ceneri, sacramenti, sacramentali, liturgie e le Via Crucis. I fedeli, in sostituzione del precetto festivo e anche del Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima, sono invitati a dedicare un tempo conveniente alla preghiera e alla meditazione, aiutandosi anche con le celebrazioni trasmesse tramite radio e televisione. Le chiese e i santuari presenti nel territorio diocesano, comprese la Basilica di Sant’Antonio e il Santuario di San Leopoldo, rimarranno aperte per chi vorrà recarsi a pregare, evitando assembramenti di persone, ma non saranno celebrate le messe. Sono sospesi gli incontri del catechismo e dell’iniziazione cristiana e ogni altra attività nei centri parrocchiali.