Il bombardamento e la profezia di san Leopoldo

Il 14 maggio 1944... "alle ore 12 precise - racconta il frate cronista - il convento di Padova fu colpito in pieno da cinque grosse bombe aeree nemiche, giudicate del peso di dodici quintali. Una cadde sulla chiesa e precisamente tra le due cappelle di San Francesco e di Sant'Antonio, distruggendole quasi completamente, rimase ancora in piedi una parte della facciata, la parete sinistra e il coro fu seriamente danneggiato.

Nonostante la parziale distruzione della cappella della Madonna, la statua dell'Immacolata rimase illesa nella sua nicchia. Quindici religiosi stavano nella cantina e il padre guardiano per il convento ad assicurarsi che tutti fossero discesi in rifugio. Due bombe colpirono in pieno il convento, dividendolo in due parti., distruggendo lo studio, l'ala dei fratelli laici la foresteria e parte dell'infermeria.

Il 14 maggio 1944... "alle ore 12 precise - racconta il frate cronista - il convento di Padova fu colpito in pieno da cinque grosse bombe aeree nemiche, giudicate del peso di dodici quintali. Una cadde sulla chiesa e precisamente tra le due cappelle di San Francesco e di Sant'Antonio, distruggendole quasi completamente, rimase ancora in piedi una parte della facciata, la parete sinistra e il coro fu seriamente danneggiato.

Nonostante la parziale distruzione della cappella della Madonna, la statua dell'Immacolata rimase illesa nella sua nicchia. Quindici religiosi stavano nella cantina e il padre guardiano per il convento ad assicurarsi che tutti fossero discesi in rifugio. Due bombe colpirono in pieno il convento, dividendolo in due parti., distruggendo lo studio, l'ala dei fratelli laici la foresteria e parte dell'infermeria.

Altre due bombe caddero a pochi metri dal rifugio, rasente i fabbricati, nella corte del convento che immette al refettorio dei poveri, scavando due enormi crateri. Poche ore dopo il disastro furono sul posto le maggiori autorità cittadine, il vicario generale per il vescovo assente, sacerdoti e religiosi ed un'enorme massa di popolo”.

La profezia di padre Leopoldo si era avverata: si era salvata la statua della Madonna, e si era salvata anche la sua celletta-confessionale, il luogo dove Dio aveva mostrato la sua misericordia in modo così eminente attraverso il suo servo e anche questo non mancò poi di essere notato e di avere il suo peso.

Dopo lo scampato pericolo i rimasti, quattro padri e quattro fratelli, si ridussero a vivere nell'infermeria e trasformarono in cappella la sala dell'Ordine Francescano Secolare, nell'attesa che i tempi permettessero la ricostruzione della chiesa e del convento.

La frequenza dei devoti, comunque, nonostante la situazione non diminuì: "La gente viene da noi come prima e più di prima…; chiedendo di poter veder tornare un fratello cappuccino passare di porta in porta a questuare, ma in quei momenti, soprattutto a dispensare una parola di fede, di fiducia e d'incoraggiamento".

La chiesa fu riedificata dopo la Seconda Guerra mondiale e consacrata il 14 maggio 1950.

 

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