il confessionale di San Leopoldo

Santuario di San Leopoldo Mandic'

sanLeopoldo itinerario 1Questo era il luogo dove padre Leopoldo confessava. Il santo rimase più di trent’anni in questa celletta dalle dieci alle dodici ore giornaliere, senza godere giorni di riposo o di svago. «Venga, signore, venga!», diceva, se avvertiva qualche timore nelle persone. La gentilezza perdurava sino al termine del colloquio. Spesso, alla fine, congedava il penitente con la confortante espressione: «Torni, signore, torni; saremo buoni amici».

Il 14 maggio 1944, un furioso bombardamento aereo devastò la chiesa e il convento dei frati cappuccini: solamente il confessionale di padre Leopoldo rimase indenne tra le rovine, a ricordo dell’immensa bontà che il Signore, in questo luogo, aveva testimoniato nel perdono di tanti peccati, riannodando sentimenti di amicizia e grazia con le diverse anime, che si erano allontanate da Lui.

In questa piccola stanza ha operato grandemente la bontà del Signore, compiendo autentici miracoli spirituali di fede e di conversione. In questo luogo spoglio, piccolo e freddo, il Signore, tramite il suo servo Leopoldo, ha riscaldato tanti cuori. In raccoglimento, ci siamo anche noi: preghiamo perché anche il nostro cuore, spesso spoglio e freddo come questo luogo, possa essere riscaldato dall’amore del Signore. Il nostro buio possa essere illuminato dalla sua luce. Le nostre lacrime possano essere asciugate dal suo perdono.

Solo se ci abbandoniamo al suo perdono, riusciremo, secondo il richiamo di questa celletta, a restare saldi e forti colpiti dai bombardamenti che la vita ci riserba, per giungere là dove non ci sarà più notte né pianto.

 

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