2. La celletta-confessionale

Guida 1Qui, per circa trentatré anni, san Leopoldo ha trascorso gran parte della giornata, nell’ascolto dei fedeli, nell’amministrazione del sacramento della Riconciliazione, nella preghiera silenziosa.

È un piccolo ambiente, rimasto integro, come ai tempi del santo: una poltroncina su cui sedeva il confessore e l’inginocchiatoio del penitente, uniti da un crocifisso appeso alla parete, dinanzi al quale sostano in preghiera devoti e pellegrini.

Si avverte ancora la presenza del santo, sempre dolcemente accogliente. Con lui, i fedeli continuano un dialogo mai interrotto, lasciando scritti suppliche e ringraziamenti sui fogli di un grosso volume posto su un leggio. In uno di questi volumi, il beato papa Giovanni Paolo II, dopo avere sostato e pregato, pose la firma il 12 settembre 1982.

Le suppellettili originarie della celletta, insieme ad altri oggetti appartenuti al santo, sono esposti in due salette. Una lapide posta sulla parete esterna ricorda come, nel bombardamento del 14 maggio 1944, la celletta-confessionale fu prodigiosamente preservata affinché, come il santo aveva predetto, «rimanesse un monumento della divina misericordia».

 

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